Produzione

Tessitura di Crevacuore vanta un ciclo produttivo totalmente verticale, che le consente di approvvigionarsi di materie prime (provenienti da ogni parte del mondo, principalmente da America del Sud e Australia) e, a partire da queste, giungere ad un tessuto finito ed imballato, senza bisogno di ricorrere a lavorazioni da parte di terzi. Cosa che permette di avere un totale controllo sul ciclo produttivo e livelli qualitativi impareggiabili.

Lavorazioni “in linea”

1) Progettazione
In questa fase viene studiato l’intreccio del tessuto, detto anche armatura, e la sua messa a telaio. Il modo in cui il tessuto sarà realizzato influenzerà molto le caratteristiche tecniche ed estetiche delle quali godrà e, di conseguenza, l’uso che se ne potrà fare nella realizzazione di un abito.

2) Lane arrivate dall’Australia
La lana – importata principalmente da Australia e America del Sud – arriva alla Tessitura di Crevacuore, in balle. Queste vengono indirizzate verso i vari trattamenti (cardatura o pettinatura) e, quindi, la materia prima è pronta per essere filata.

3) Filatura
La filatura consiste nella lavorazione della materia prima animale al fine di ridurla ad un filo unico, omogeneo e continuo. Solo così potrà essere usato nelle successive fasi di orditura e di tessitura.

4) Ritorcitura
Questa fase consiste nel prendere due o più filati singoli e legarli assieme, così da creare fili particolari, come il Bouclé, con esiti tecnici e cromatici interessanti, che rendono possibili tessuti ancora più complessi.

5) Orditura
In questa fase i fili vengono prelevati dai loro rocchetti e disposti l’uno accanto all’altro, tesi.Quanti più fili si adoperano tanto più largo (o propriamente ”alto”) sarà il tessuto. Sull’ordito andrà ad intrecciarsi la trama, nella successiva fase di tessitura.

6) Tessitura
Questa fase, eseguita a telaio, è la più nota di tutto il processo. La trama si intreccia con l’ordito e grazie all’armatura e all’evoluzione dei filati si ottiene il tessuto. Con l’utilizzo di colori e diverse armature si possono ottenere diverse tipologie di tessuto.

7) Finissaggio
In questa fase il tessuto viene sottoposto ad una serie di trattamenti. Non obbligatoriamente a tutti, giacché alcuni sono opzionali o dipendono dalle caratteristiche tecniche ed estetiche che si vogliono attribuire al prodotto finito.
Alcune operazioni che fanno parte del finissaggio sono Lavaggio, Tintoria, Asciugatura, Rammendo (qualora il tessuto presentasse piccole imperfezioni), Cimatura (per andare a rimuovere pelo superficiale) o Garzatura (per ottenere l’effetto contrario della Cimatura e tirare fuori il pelo dal filo), Decatizzo / Vaporizzo (necessarie per dare stabilità dimensionale al tessuto), Arrotolatura.
Ognuna di queste fasi segue la normativa REACH, acronimo di  Registration, Evaluation, Authorisation and Restriction of CHemicals (Registrazione, Valutazione, Autorizzazione e Restrizione delle Sostanze Chimiche).
Oltre ai trattamenti classici, sopra descritti, il finissaggio può comprendere anche uno o più dei seguenti trattamenti.

Trattamento Tumbler. È una lavorazione che permette al tessuto di gonfiarsi ed asciugarsi. In questo modo assume un aspetto consistente e una “mano” più corposa. Questo trattamento, inoltre, rende i tessuti più stabili e resistenti ai lavaggi.

Trattamento Follatura. Lavorazione che fa parte del Finissaggio, si esegue compattando il tessuto attraverso battitura. La lana così trattata risulta infeltrita, addensata al punto da poter essere resa impermeabile all’acqua: Ecco perché questa lavorazione (conosciuta in epoche molto antiche) è ancora oggi alla base della produzione di tessuti storici, come il Loden o il Cachemire.

Trattamento Antigoccia (Waterproof). Questo trattamento è applicato ai tessuti per abbigliamento per resistere all’acqua e alla pioggia. Le proprietà idrofobiche sono conferite ai fili durante le operazioni di lavaggio e con l’applicazione di additivi chimici.

Trattamento Morbido. Conferisce morbidezza e mano corposa al tessuto .

Trattamento Anti-pilling. Questa lavorazione serve ad evitare il fastidioso formasi di piccoli “pallini” sulla stoffa degli indumenti, specialmente dopo un intenso utilizzo e molti lavaggi.